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Un piccolo e virtuoso modello di Welfare: Celenza investe sulle Politiche Sociali

Nonostante i tagli agli enti locali, l'amministrazione Venditti ha finanziato progetti e servizi a sostegno della comunità con fondi del bilancio comunale, riuscendo a realizzare una vera e propria rete di servizi sociali e socio-sanitari

Celenza Valfortore di Puglia

Dalle borse lavoro, al servizio ADI e SAD, dai contributi economici ai cittadini indigenti, al telesoccorso, passando per il servizio civile, il banco alimentare, ludoteca e biblioteca per ragazzi, la sezione Primavera dell'asilo nido e la mensa. Sono i servizi sociali, solo alcuni, di un elenco ben più ricco ed articolato, attivati, negli ultimi anni, dall'amministrazione comunale di Celenza Valfortore. In parte, si tratta di interventi messi a punto dall'amministrazione nell'ambito della programmazione del Piano Sociale di Zona, in collaborazione con l'Asl, in parte finanziati solo dal Comune.

Nonostante i tagli imposti dal Governo agli enti locali, l'amministrazione guidata da Massimo Venditti è andata oltre e finanziato progetti e servizi a sostegno della comunità con fondi del bilancio comunale, riuscendo a realizzare una vera e propria rete di servizi sociali e socio-sanitari. Oggi, Celenza Valfortore è tra i pochi comuni dauni ad aver attivato una programmazione a 360 gradi nell'ambito delle Politiche sociali. Un piccolo e virtuoso modello di welfare.

In pochi possono vantare un asilo nido con sezione Primavera, un servizio importante sia in quanto supporto per le donne e le famiglie, sia in termini occupazionali. Così come la Ludoteca e la Biblioteca comunali, due spazi dove quotidianamente, anche d'estate, bambini e ragazzi in età scolare hanno la possibilità di trascorrere momenti di svago e socializzazione, e fruire di supporto scolastico. Tutto passa attraverso la conoscenza dei bisogni del territorio.

Presso il Comune, infatti, è attivo il segretariato sociale diretto dalla dottoressa Nicoletta Iacaruso, assistente sociale professionale. Uno sportello che effettua attività di ascolto, informazioni, consulenza sulle procedure di accesso ai servizi. Al segretariato sociale è demandato il compito di progettare, organizzare e gestire nuovi interventi nei vari settori “Per dare risposte ai cittadini è necessario analizzare il contesto, capire le richieste, esaminare bisogni complessi e sempre più diversi – dice la dottoressa Nicoletta Iacaruso, assistente sociale professionale del Comune di Celenza. Con la somministrazione di un questionario, stiamo effettuando una nuova ricerca che ci permetterà di valutare quali e quanti servizi è necessario attivare o modificare”.

Un'indagine sull'uso e abuso del web, curata dalla Iacaruso e da esperti dell'ASL, ha permesso di capire che l'80% dei giovani celenzani è a rischio dipendenza.  Lavoro, sanità, famiglia, disagio, pari opportunità, esclusione sociale e povertà, immigrazione. I settori in cui un Comune è costretto a muoversi sono i più diversi e, determinante, per evitare continue emergenze, è la pianificazione.

Afferma il sindaco Massimo Venditti: "Oggi il territorio sconta un lungo momento di crisi in cui erano piombati i Piani Sociali di Zona, ma la riorganizzazione cui è stato sottoposto ci permette una migliore programmazione. Con i servizi erogati riusciamo a coprire sia i bisogni assistenziali, penso all'erogazione di contributi economici a cittadini in difficoltà, all'assistenza domiciliare, all'Ade, al telesoccorso e teleassistenza, che a quelli di inserimento lavorativo e sociale come le borse lavoro e il servizio di protezione civile, il Red, i servizi all'infanzia”. Su una popolazione di poco meno di 2 mila abitanti, in pochi anni sono stati erogati servizi che hanno coinvolto alcune centinaia di cittadini. Un dato impressionante, espressione di politiche attente ai bisogni dei cittadini“

Aggiunge il primo cittadino: "La nostra idea di welfare è basata sul concetto di partecipazione, sussidiarietà, oltre che di assistenza. Il nostro obiettivo è il miglioramento della qualità della vita dei nostri concittadini, e possiamo farlo solo dando servizi a chi ha una fragilità e, contestualmente includendo, con attività sociali, persone svantaggiate, o chi è tagliato fuori dal mercato del lavoro. Nel nostro piccolo crediamo di essere riusciti a realizzare una rete efficiente di servizi. Un piccolo modello di welfare costruitro grazie al supporto degli uffici comunali, del PSZ, dell' ASL, della scuola e del segretariato sociale”. 

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