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Carlantino paese senza confini, accogliente e solidale con tutti

Il Sacro Ordine Costantiniano colpito dall'accoglienza di Carlantino ha deciso di portare doni ai ragazzi dell'Ostello e alla gente bisognosa del paese.

Nella foto Carlantino

Dopo essere emerso dal Subappennino Dauno come "il paese senza confini", Carlantino ha richiamato l'attenzione su di sé, contrastando quel vento di amarezza che soffia spesso quando si affronta il tema immigrazione. Il Sindaco Vito Guerrera, intervistato anche de emittenti nazionali, ha spiegato come sia possibile in un paese di 950 abitanti ospitare presso l'Ostello della Gioventù 52 migranti e attendere l'arrivo di altri 22 che saranno ospitati presso i locali parrocchiali. "Siamo un paese senza mura e senza confini, che crede nell'accoglienza e nella solidarietà. I ragazzi si stanno integrando e stanno imparando la lingua, grazie a corsi specifici e anche grazie a corsi organizzati da alcuni volontari presso i locali parrocchiali", sottolinea Guerrera.

"Non si tratta di finto buonismo, come spesso viene definito, il comune non incassa denaro. La cosa positiva è che, oltre ad aiutare queste persone, stiamo creando posti di lavoro anche per gli abitanti del nostro territorio", aggiunge il sindaco. Il Sacro Ordine Costantiniano ha fatto sapere che il 20 dicembre, sarà in visita presso il piccolo comune consegnando beni, vestiti e quant'altro non solo ai migranti, ma anche alle famiglie disagiate del piccolo centro.

Questo è anche un modo per mettere a tacere le sterili polemiche, diffuse purtroppo a livello nazionale, che hanno trovato il loro slogan principale nella frase "prima gli italiani". Si dovrebbe principalmente capire che, se queste persone stanno scappando dalla loro terra, il problema è a monte, cosa che vale anche per i numerosi casi di povertà in Italia dovuti purtroppo alla scarsità occupazionale e spesso ad un completo disinteresse da parte delle autorità competenti.

Speriamo che questo gesto possa essere utile per capire che la necessità, la povertà e la sofferenza non hanno colore, razza o provenienza. La manifestazione inizierà alle 10 e vedrà la partecipazione del commendatore Giuseppe D’Amico, unitamente al cavaliere Maurizio Barbato e benemeriti Giovanni Apisa, Michele Fabrizio D'Amico, Nicola Fratangelo, Giuseppe Colangelo e Roberto Bivona, del sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio

Cos'è il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio: "E' un Ordine Equestre le cui origini, per tradizione, vengono fatte risalire all'Imperatore Costantino, dopo l'apparizione della Croce a Saxa Rubra, ed è pertanto considerato uno dei più antichi ordini cavallereschi. Si propone la propagazione della Fede e la glorificazione della Croce e dà il suo contributo d'azione e di attività nelle opere di Assistenza Sociale e Ospedaliera. Il più antico documento conosciuto, relativo ai Cavalieri Costantiniani, risale al 1190 ed è lo statuto riformato dall'Imperatore d'Oriente Isacco IV Angelo Flavio Comneno. Il Gran Magistero passò di padre in figlio nella dinastia dei Comneno fino all'ultimo di loro, il quale, per evitarne l'estinzione in mancanza di successori, lo trasferì al Duca di Parma Francesco Farnese. Il passaggio fu sanzionato con la bolla "Sincerae Fidei" del 24 ottobre 1697 da Papa Innocenzo XII. Il Papa Clemente XI, già Cardinale Protettore dell'Ordine, con la bolla "Militantis Ecclesiae" del 27 maggio 1718, pose l'Ordine sotto la protezione della Santa Sede e accordò privilegi abbaziali al Gran Priore. Antonio Farnese, ultimo Duca di Parma, trasferì la suprema dignità dell'Ordine a Carlo di Borbone, figlio della nipote Elisabetta Farnese e di Filippo V Re di Spagna che, salito al Trono di Napoli, vi stabilì la Sede dell'Ordine e nel 1759 trasferì i suoi diritti al figlio Ferdinando IV. A lui succedettero Francesco I (1825 1830), Ferdinando 11(1830-1859) e Francesco 11(1836-1894), ultimo Re delle Due Sicilie. L'unificazione italiana privò l'Ordine Costantiniano dei suoi beni materiali, ma la Real Casa di Borbone delle Due Sicilie ne conservò il Gran Magistero poiché esso costituisce un Ordine Dinastico Familiare. La Santa Sede, in varie occasioni, riconobbe la legittimità della continuazione dell'Ordine sotto il Gran Magistero del Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie. Attuale Gran Maestro è il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro, successore del Suo Augusto Genitore il Principe Ferdinando (1926-2008) successore del Suo Augusto Genitore il Principe Ranieri (1883-1973), a sua volta successore del Suo germano, il Principe Ferdinando Pio (1869-1960) che aveva ereditato la Suprema Dignità da S.A.R. il Conte di Caserta Alfonso di Borbone (1841-1934), fratello di S.M. Francesco II, ultimo Re di Napoli. La sede del Gran Magistero è presso il Gran Maestro e quella della Gran Cancelleria è in Napoli. La segreteria operativa è in Roma, Via Sistina 121. Il Gran Maestro governa l'Ordine, assistito dalla Reale Deputazione, composta dalle Grandi Cariche: Gran Prefetto, Gran Priore, Grande Inquisitore, Gran Cancelliere, Gran Tesoriere; dal Presidente, Vice Presidente e Segretario e dagli attuali Deputati, nominati per un triennio. S.A.R. il Gran Maestro è anche assistito da un Consiglio Giuridico Magistrale e, per la parte araldico-nobiliare, da una Commissione Magistrale. I Cavalieri e le Dame sono divisi in quattro categorie: Giustizia, Speciale, Grazia e Merito.

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