Monti Dauni Today

I cittadini di Ascoli Satriano dicono no all’Ecofuel, M5S: “Va contro con la vocazione del territorio”

Il comune dei Monti Dauni contro l'installazione dell'impianto di depolimerizzazione che produce gasolio e kerosene attraverso la combustione della plastica. Barone e Antolino promettono battaglia

È iniziata quasi due anni fa la vexata quaestio tra i cittadini di Ascoli Satriano e l'azienda pugliese “Ecofuel Apulia Srl” che intende installare, presso l'area industriale del Comune del subappennino dauno, un impianto di depolimerizzazione capace di produrre gasolio e kerosene attraverso la combustione della plastica. 


Ad oggi, il “pericolo Ecofuel" non sembra ancora scongiurato, nonostante quasi quattro mesi fa le principali via cittadine di Ascoli fossero state tappezzate con manifesti, firmati dal Sindaco in carica, che inneggiavano ad una definitiva risoluzione della vicenda. 
 

Alla vicenda si è interessato il Movimento Cinque Stelle, che attraverso la consigliera regionale Rosa Barone e il consigliere comunale Potito Antolino ha preso una dura posizione: “Allo stato attuale non solo non è ancora stato espresso il definitivo diniego della Regione Puglia, ma un'altra partita è aperta davanti al TAR a cui si è rivolta l'azienda richiedendo l'annullamento della delibera attraverso la quale il Consiglio comunale ha espresso all’unanimità un fermo rifiuto al progetto Ecofuel, chiedendo anche il risarcimento del danno”.

Ma i consiglieri pentastellati promettono battaglia: “Siamo pronti a scendere in campo per impedire con tutte le nostre forze l’installazione di un impianto che nulla ha a che vedere con la vocazione del nostro territorio”.

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Commenti (2)

  • e qual'è la vocazione del territorio.....? emigrare ....e poi questi Grillini, non sarebbero loro i primi in ecologia ed ambiente ????? dunque, dove devono essere fatti questi impianti ????

  • Ed il Comune di Candela, tace su questa vicenda ? O, starà pensando, come l'altra volta, con la centrale turbogas, di tirare fuori dal cilindro una soluzione last minute, magari al confine " estremo " del proprio territorio comunale ? E' mai possibile, che debbano esserci discorsi di campanile, anche su questioni ambientali così delicate, e che non riguardano il singolo comune, sul cui territorio si và a collocare una simile struttura ? Non si riesce a comprendere, che le piccole realtà hanno la possibilità di farsi ascoltare, solo se le loro voci sono contestuali ed all'unisono ? E poi, Candela che giunge ad offrire " bonus ", per chi si volesse trasferire lì ad abitare, scriverà sul depliant illustrativo dei vari motivi validi per trasferirsi, anche la presenza in prossimità di quest'impianto ? Ricordatevi che, solo l'unione fa la forza !

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