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Sui Monti Dauni la posta non arriva, al danno si aggiunge la beffa. Poste Italiane: "E' colpa vostra"

La questione della mancata consegna della posta sui Monti Dauni è arrivata in Parlamento, ma Poste Italiane se ne lava le mani con una risposta davvero esemplare

Immagine di repertorio

Dopo le numerose segnalazioni da parte dei sindaci dei comuni del Subappennino Dauno di Carlantino, Celenza Valfortore, San Marco la Catola e Motta Montecorvino per lo scarso funzionamento del servizio del recapito della posta per conto di Poste Italiane, finalmente qualcosa è iniziato a muoversi, tanto da far arrivare la delicata questione in Parlamento.

Infatti nei piccoli centri dauni, per oltre un anno, gli abitanti hanno sperimentato la spiacevole esperienza della mancata ricezione di pacchi, bollette, avvisi di pagamento o atti giudiziari che se ricevuti con ritardo possono esporre i cittadini al pagamento di interessi di mora, sanzioni pecuniarie e impossibilità di proporre eventuali azioni giudiziarie a tutela dei propri interessi.

I senatori Campanella e Bocchino, grazie all'intermediazione di Rifondazione Comunista, si sono rivolti al Ministro dello sviluppo economico, evidenziando come su ricorso dei piccoli comuni il TAR aveva considerato il servizio postale come qualcosa di indispensabile, dato che Poste Italiane prevedeva la chiusura in 5 anni di ben 455 uffici considerati "non economici".

Il 19 gennaio 2017 i sindaci dei 4 centri si erano riuniti inoltrando la protesta alla direzione di Poste Italiane e al Prefetto di Foggia, invitando le autorità a verificare che la corrispondenza postale venisse regolarmente recapitata, prendendo se necessario i dovuti provvedimenti. Poste Italiane in questo specifico caso, non ha tardato a rispondere cercando di dare una mera giustificazione ai vari disservizi che hanno colpito i paesi della Daunia.

Una risposta che purtroppo, lascia davvero l'amaro in bocca e un retrogusto particolare di presa in giro: "Il servizio di consegna è stato regolare fino al 2016 e ha subito un rallentamento a causa delle condizioni meteo avverse di gennaio 2017. Il servizio non è mai stato interrotto e le code di lavorazione sono state tempestivamente affrontate per garantire tempestività nelle consegne". Ma non è tutto.

Oltre al fatto che Poste Italiane fa riferimento al solo mese di gennaio 2017 causa "condizione avverse", ignorando totalmente il fatto che i disservizi si siano manifestati per oltre un anno, accusa i comuni incolpandoli di essere responsabili della mancata ricezione della posta: "Nello specifico si segnalano l'assenza diffusa della numerazione civica e delle cassette postali presso le abitazioni accessibili ai portalettere sulle quali devono essere indicati i possibili destinatari".

"Come sindaci saremo attenti a ciò che succederà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, anche perché siamo in attesa di conoscere la risposta che il Ministro darà all'interrogazione effettuata da Campanella e Bocchino, augurandoci che non sia così assurda da ricalcare le motivazioni addotte da Poste Italiane nella comunicazione inviata a noi sindaci. Questo dimostra la non conoscenza né dei problemi e né del territorio. Non vogliamo e non dobbiamo essere trattati come cittadini di serie B solo perché viviamo nelle periferie", ha dichiarato il sindaco di Carlantino Vito Guerrera. Questa per Poste Italiane sarebbe un'anomalia, causa della mancata consegna della posta che solleverebbe l'azienda da ogni responsabilità.

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