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Per la diga di 'Occhito' c'è il documento di Protezione Civile

Stabilite le condizioni per attivare le fasi emergenziali (Pre-Allerta, Vigilanza Rinforzata, Pericolo e Collasso) e al verificarsi di eventi che possano mettere in pericolo la tenuta dell'invaso, dei territori a valle e della popolazione

La Diga di Occhito

Approvato dal prefetto di Foggia, Maria Tirone, il Documento di Protezione Civile della diga di Occhito, nel territorio di Carlantino. Il documento è stato predisposto dall'Ufficio Tecnico per le dighe di Napoli, ai sensi della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2014, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 4.11.2014, concernente "Indirizzi operativi inerenti l'attività di protezione civile nell'ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe".

La diga di Occhito, infatti, è l'unico invaso nella Regione Puglia classificato come "grande diga", in quanto lo sbarramento ha un'altezza di circa 60 metri e determina un volume di invaso di circa 250 milioni di metri cubi, superiori quindi ai limiti previsti (15 metri di altezza e un milione di metri cubi) per essere denominata grande diga e di conseguenza è assoggettata a particolari e complesse pianificazioni di protezione civile.

L'approvazione del documento è stata preceduta da incontri a cui hanno partecipato, oltre al rappresentante territoriale del Servizio Dighe, anche i referenti delle Sezioni di Protezione Civile della Regione Puglia e della Regione Molise, dell'Autorità di Bacino Interregionale dei fiumi Trigno, Biferno e Minori, Saccione e Fortore con sede a Campobasso, del Consorzio per la Bonifica della Capitanata quale ente gestore dell'invaso, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Foggia e di altri uffici regionali interessati.

Il Documento di protezione civile stabilisce per la diga di Occhito le specifiche condizioni in relazione alle quali vengono attivate le varie fasi emergenziali (Pre-Allerta, Vigilanza Rinforzata, Pericolo e Collasso) relative all'impianto di sbarramento delle acque, al verificarsi di eventi che possano mettere in pericolo la tenuta dello stesso, nonché i territori a valle e la relativa popolazione.

Il Documento concorre, altresì, a costituire il quadro di riferimento per la redazione del Piano di Emergenza Diga (PED), che è in corso di predisposizione da parte della Protezione Civile della Regione Puglia, in raccordo con la Prefettura che definisce le azioni di contrasto ai pericoli connessi con la propagazione di onde di piena provenienti dallo sbarramento (onde determinate da manovre degli scarichi od ipotetico collasso).

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