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Assolto con formula piena Massimo Venditti: non diffamò sindaco e vicesindaco

L'attuale sindaco di Celenza Valfortore aveva denunciato l'affidamento di alcuni lavori ad una ditta e la consulenza dell'allora vicesindaco per la stessa società.

Massimo Venditti

Il sindaco di Celenza Valfortore, Massimo Venditti, è stato assolto con formula piena dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Fillppo Bucco e Francesco Santoro. Il Giudice monocratico penale del Tribunale di Foggia, nei giorni scorsi, ha emesso la sentenza di assoluzione con formula piena per Massimo Venditti, difeso dall'avvocato Giovanni Grieco del Foro di Campobasso. “Sono sempre stato fiducioso nel lavoro della magistratura, stati necessari ben otto anni prima di arrivare a sentenza, ma finalmente giustizia è fatta” ha commentato soddisfatto Venditti. La vicenda, infatti, risale al dicembre 2008, quando Venditti era segretario della locale sezione dell'Udeur e Filippo Bucco, assessore ai Lavori pubblici e vice dell’allora sindaco di Celenza Valfortore, Francesco Santoro.

Ma qual è l'antefatto? Tutto era iniziato con l'affissione di due manifesti, da parte di Venditti, per informare l'opinione pubblica sull'azione politica ed amministrativa di giunta e consiglio comunale. Nello specifico, i manifesti svelavano un malcontento già diffuso nella comunità del quale Venditti si era fatto portavoce politico, riguardante soprattutto due vicende sintomatiche del modus operandi dell’allora amministrazione comunale.

Si legge nel comunicato stampa: “Il primo manifesto affisso riguardava l’esistenza di una delibera di giunta per l'affidamento dell'attività di taglio della legna per uso civico alla Cooperativa La Selva e, il successivo e contestuale affidamento dell'incarico di consulente tecnico al geometra Filippo Bucco, allora assessore ai lavori pubblici e vice sindaco di Celenza Valfortore, da parte della stessa cooperativa. Il manifesto aveva preso le mosse da una denuncia alla Procura di Lucera, presentata dal commercialista della stessa cooperativa La Selva, poi archiviata sulla base del fatto che Bucco non aveva votato la delibera di giunta per l'affidamento dei lavori.

Ma oltre alla vicenda della cooperativa La Selva, sulla quale i legali di Venditti si sono riservati una più attenta ed approfondita valutazione per un'eventuale nuova denuncia, le affissioni raccontavano di un altro fatto dai contorni tutt'altro che chiari e relativo al concorso per vigili urbani esperito dal Comune di Celenza nel 2008.

Anche in quel caso, come per quello precedente, erano stati presentati esposti alla magistratura. Alcuni concorrenti avevano denunciato alla Procura e al Tar irregolarità avvenute durante le fasi delle prove d'esame. Parte civile nel procedimento a carico di Massimo Venditti l'allora assessore e vicesindaco, Filippo Bucco, nonché il sindaco all'epoca dei fatti, Francesco Santoro che, mai si è premurato, nel corso del suo mandato, di far chiarezza sulle due questioni ma che anzi ha difeso a gran voce l’operato del suo vice e della sua giunta. Il Tribunale ha riconosciuto a Massimo Venditti, al tempo segretario dell'Udeur, il diritto di critica politica”

Ha precisato Venditti, oggi sindaco di Celenza: “Non ho mai agito pensando di offendere qualcuno, ma solo ed esclusivamente per informare i miei concittadini. Nei due manifesti mi ero attenuto ai fatti, alla cronaca avvalorata da documenti ed atti, senza mai trascendere nel personale o in analisi offensive. La critica politica, se ben esercitata e corretta, rappresenta un alto momento di confronto e dialogo, anche aspro tra parti contrapposte, per questo resta una importante espressione di libertà”.

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